Nota ANM

Data:
31 Marzo 2021

Grande stupore e meraviglia a tutti i livelli dell’Avvocatura ha destato la lettura della nota dell’ANM, diramata nella tarda serata di domenica 28 marzo 2021, con la quale si invitano i dirigenti degli uffici giudiziari, “ove dovessero inspiegabilmente mancare interventi normativi volti alla limitazione dell’attività giudiziaria“, per salvaguardare la salute dei lavoratori del comparto giustizia, “ad adottare misure organizzative per rallentare immediatamente tutte le attività senza escludere, nei casi più estremi, la sospensione dell’attività giudiziaria non urgente“.
Mentre, infatti, l’Avvocatura, che più di ogni altra categoria coinvolta nel c.d. comparto Giustizia ha pagato a caro prezzo in termini di sofferenza e di perdita di vite umane gli effetti devastanti della pandemia in corso, ha garantito con grandissima difficoltà ai cittadini la tutela dei propri diritti, oggi l’Associazione rappresentativa della Magistratura minaccia una serrata del servizio pubblico se il governo non modifica il piano nazionale di vaccinazione a tutela della loro categoria.
Al riguardo non va trascurato che in molte realtà territoriali risulta che proprio la Magistratura sia stata preventivamente vaccinata, prima di ogni altro appartenente al comparto giustizia, e che le misure di sicurezza in atto tutelano principalmente la posizione del magistrato e meno quella degli avvocati costretti ad attendere fuori dalle aule giudiziarie, in condizioni di pericolo, per la mancata fissazione delle udienze ad horas ovvero in periodo pomeridiano.
Oltre ai toni, la nota in questione è inaccettabile proprio nella parte in cui, scavalcando gli altri organi costituzionali (Parlamento e Governo) invita i capi degli uffici giudiziari alla “immediata” sospensione, anche integrale, di ogni attività giudiziaria nel territorio nazionale, nonostante esistano da tempo gli strumenti giuridici che consentono in sicurezza la prosecuzione dell’esercizio della giurisdizione (udienze cartolari, da remoto e fissazioni ad horas).
Il Coa di Ragusa, pertanto, nell’interesse di tutti i Cittadini, in questo drammatico momento della vita del Paese, contesta la grave iniziativa dell’ANM, sia nel merito che nel metodo, ritenendo che vada rispettato il piano vaccinale nazionale volto a tutelare prioritariamente le classi di età più anziane e le persone più fragili e che vada confermato il regolare svolgimento dell’attività giudiziaria nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti.
LA PRESIDENTE
Nota trasmessa al: Consiglio Nazionale Forense ed all’Organismo Congressuale Forense

Ultimo aggiornamento

2 Dicembre 2022, 18:06